Una chiacchierata con Angelika Rainer

Atleta altoatesina di altissimo livello, determinata e poliedrica, tra dry tooling, arrampicata su ghiaccio e arrampicata sportiva é pluripremiata a livello nazionale e internazionale e nel 2023 ha chiuso il primo 9a.

É qui con noi sul blog per una chiacchierata in compagnia Angelika Rainer.

Ciao Angelika! É un piacere averti ospite qui, grazie mille per aver accettato l’invito!

©️Klara Stein

Come stai e dove ti trovi in questo momento?
Sto bene, mi sto riprendendo da un infortunio che mi ha frenata un po’ nei mesi precedenti. Sono sempre riuscita a scalare, ma ho dovuto tralasciare di allenarmi perché quel tipo di carico era troppo impattante. Fortunatamente ho potuto riprendere da qualche settimana con gli allenamenti, che sto pian piano intensificando. Attualmente sono a casa mia vicino ad Arco e sto cercando di sfruttare quelli che saranno gli ultimi giorni buoni di scalata qui in zona, prima che il caldo estivo ci obblighi a spostarci in montagna. 

Top Five AI for Video Generating

Quali sono i tuoi piani per il 2024? Cosa hai in cantiere?
Per l’autunno sto programmando un viaggio in Spagna dove vorrei cercarmi un nuovo progetto difficile, ho già una via in mente che mi piacerebbe provare ma prima che diventi concreta non mi piace fare nomi 🙂 Poi ho in mente di provare anche un paio di vie multipitch ma anche questo andrà sull’autunno. In estate ho in programma di fare un paio di piccoli viaggi, ma soprattutto di allenarmi per gli obiettivi autunnali.  

Prendiamo in esame un anno solare. Come gestisci la programmazione dei tuoi allenamenti? Ti autogestisci o ti fai supportare da qualcuno? 
É un mix dei due. Per un anno e mezzo mi sono fatta supportare da Patxi Usobiaga. Avevo il grande obiettivo di provare a fare il mio primo 9a e ho pensato che per fare un salto di livello avevo bisogno di qualcuno che mi sapesse valutare dall’esterno per consigliarmi su cosa lavorare. Lui si tiene molto informato su tutti i nuovi sviluppi negli allenamenti di arrampicata e si è specializzato esclusivamente a preparare tabelle di allenamento per chi vuole migliorare il proprio livello in falesia. Prima di questo, preparavo i miei allenamenti da sola e anche negli ultimi mesi mi sono gestita da sola perché essendo infortunata ho pensato che la cosa più importante fosse ascoltare il mio corpo e sentire io stessa quanto caricare.
Quando mi allenavo invece per le gare di arrampicata su ghiaccio ho lavorato con diversi allenatori di arrampicata sportiva (non c’era nessuno specializzato su ghiaccio), prendevo le tabelle che mi preparavano e adattavo gli esercizi all’arrampicata con le piccozze oppure gli spiegavo di cosa avevo bisogno ed insieme elaboravamo poi il piano. Negli ultimi anni mi ha aiutato anche il mio compagno che mi ha seguito nelle gare come coach e che ha visto scalare sia me che le mie avversarie e quindi aveva un buon occhio su cosa migliorare e su cosa lavorare. 

Angelika su Esclatamasters, 9A. ©️Genis Zapater/Grivel

Forza massimale, forza resistente e forza veloce. Le alleni insieme in una programmazione DUP o preferisci una programmazione a blocchi? 
In generale ho sempre usato una programmazione a blocchi, dove prevale la forza massimale e di seguito quella di resistenza, ma i blocchi contengono comunque sempre entrambi gli elementi. Durante un blocco di massimale inizio già con una certa quantità di resistenza e quando poi prevale la resistenza, continuo a fare certi esercizi di forza per mantenere lo stimolo. 

Cosa ne pensi delle diverse App o siti di allenamento che creano piani su “misura”?
Non ho mai lavorato con questi siti quindi non ho un’esperienza personale a riguardo. La mia collaborazione con Patxi è stata la mia prima esperienza “da remoto”, ma con lui ho comunque comunicato via email e whatsapp per rimanere in contatto e scambiare feedback. Nonostante io abbia ormai 25 anni di allenamenti alle spalle, fatti sin dall’età di 12 anni, devo dire che un po’ mi manca il contatto diretto dove un’allenatore mi vede e sa correggere possibili errori nell’eseguire gli esercizi, oppure accorgimenti che vede nella mia scalata. Credo che questi siti e app forniscano sicuramente dei buoni piani di lavoro anche personalizzati, ma penso che per qualsiasi livello l’ideale sarebbe essere in contatto con un’allenatore in loco con il quale incontrarsi ogni tanto, che veda scalare la persona e che quindi possa valutare cosa migliorare anche nella tecnica, perché la scalata non è solo forza dita, trazioni, numero di serie e chilogrammi di carico. 

Come atleta ma in realtà anche come allenatrice, cosa ti senti di consigliare ad uno scalatore di medio livello per migliorare?
Secondo me è importante lavorare sempre su diversi fronti. Cercare di smussare le proprie debolezze e rinforzare ulteriormente i punti forti. Cercare di variare e di essere polivalente. Scalare sia in placca che in forte strapiombo, indipendentemente da quali dei due si preferisca. La stessa cosa vale per il Boulder e la corda. Allenare le dita, la forza, la resistenza, ma anche gli antagonisti, la coordinazione, fare stretching ed eventualmente qualche esercizio mentale. 

Allenamento fisico e allenamento mentale. Come fai a mantenere alta la motivazione anche quando magari i risultati faticano ad arrivare?
Non ho mai fatto del vero allenamento mentale. Credo che il mio “segreto” sia quello che riesco a vedere ogni giornata su un progetto in modo positivo, anche se quel giorno non ho fatto progressi o addirittura è andata peggio del giorno precedente. Mi godo la giornata perché arrampicando ci troviamo sempre in dei bei posti, fuori all’aperto e magari con un bel panorama da ammirare. É una bella giornata passata con gli amici, magari gli altri hanno chiuso qualcosa che si può festeggiare e anche se questo non è il caso, è stata comunque una bella giornata in compagnia. Certo, anche per me esistono periodi dove sono meno in forma, è impossibile essere in top forma 365 giorni all’anno. Allora scalo un po’ più facile, ma arrampicare mi piace sempre! Anche a me a volte vengono dubbi sulla mia forma ma ormai questi dubbi li so gestire, so che la forma è altalenante e non tutto si può sempre spiegare con un piano di allenamento sulla carta. La voglia di scalare c’è sempre, è quello che mi rende felice e dopo tanti anni di scalata e allenamenti so di certo che dopo un periodo negativo torna quello positivo. 

Potremmo continuare all’infinito ma concludo con l’ultimissima domanda. 🙂

Cosa preferisci tra Moonboard, Kilterboard e spraywall? 
Cosa ne pensi di questi diversi pannelli?

Personalmente penso che Moon e Kilterboard siano molto utili per allenarsi per i progetti su roccia. Sono più allenanti rispetto ai blocchi moderni che troviamo nella maggior parte delle palestre e che consistono soprattutto in volumi e movimenti di coordinazione, che poi su roccia però sono molto rari. Il Moonboard è decisamente più selettivo come gradi mentre il Kilterboard parte con gradi più bassi e ha generalmente prese meno “cattive”. In più ha il vantaggio di poter cambiare inclinazione mentre il Moon è fisso a 25 o 40 gradi. Io mi alleno spesso su entrambi (Moon e Kilterboard), è molto utile poter variare e lo spraywall lo uso per fare circuiti di resistenza. 

©️Patxi Usobiaga

Lascia un commento